Una notte corta capita. Anche un pasto registrato in ritardo. Il punto non è trasformare ogni giornata in un esame, ma capire se nel tempo emerge qualcosa che vale la pena osservare.
Nelle statistiche di Loevis puoi scorrere le settimane del sonno e dei nutrienti consumati. Le due schede stanno vicine perché aiutano a leggere le abitudini; non perché un grafico dimostri che una cosa abbia causato l’altra.

1. Controlla il periodo prima dei numeri
Ogni scheda ha la propria navigazione. Le frecce servono a cambiare settimana, e il periodo compare sopra i dati. Nell’immagine il sonno e i nutrienti appartengono a due settimane diverse: confrontarli come se descrivessero esattamente gli stessi giorni sarebbe un errore.
Prima di trarre una conclusione, allinea i periodi e controlla quante rilevazioni ci sono. È un passaggio piccolo che evita parecchie interpretazioni sbagliate.
2. Tre notti registrate non diventano sette notti a zero
Nella scheda Sonno vedi una media di 6 ore e 35 minuti, un riferimento di 8 ore e 47 minuti e 3/7 notti rilevate. La media usa le notti con una durata valida: le altre non vengono considerate come notti senza sonno.
Il riferimento usa i dati sul fabbisogno disponibili dall’integrazione; quando mancano, la visualizzazione ha un valore di riferimento predefinito. Non è una prescrizione clinica personalizzata.
Le barre confrontano la durata con quel riferimento. La legenda distingue almeno il 95%, dall’80% al 94% e sotto l’80%. Una casella senza rilevazione non va confusa con una barra corta: prima di cambiare abitudini sulla base del grafico, verifica che i dati siano arrivati.
3. «Macro mangiati» significa registrati come consumati
La seconda scheda usa i pasti contrassegnati come mangiati, non semplicemente tutti quelli scritti nel piano. Se dimentichi una registrazione, il grafico non può indovinare il pasto.
Nell’esempio trovi proteine in g/kg e carboidrati e grassi in grammi. Le proteine sono rapportate al peso disponibile nel contesto delle registrazioni: 1,5 g/kg non è la stessa unità di 158 g. Le medie riassumono i giorni registrati, non attribuiscono automaticamente zero a ogni giornata senza dati.
4. Anche le fibre hanno una storia
La versione aggiornata aggiunge le fibre alla lettura dei nutrienti. Questo non significa riempire retroattivamente lo storico con valori inventati. Se un vecchio pasto non conserva l’informazione, il dato resta non disponibile e non deve abbassare la media come se contenesse zero fibre.
Il confronto con un obiettivo è un riferimento dell’app, non una pagella. Per capire se il tuo piano vada cambiato servono il contesto e, quando presente, il professionista che ti segue.
Un controllo settimanale che abbia senso
- Scegli la stessa settimana nelle schede che vuoi confrontare.
- Controlla il numero di notti e giorni registrati.
- Verifica eventuali pasti non contrassegnati o dati dell’integrazione mancanti.
- Guarda la tendenza prima di concentrarti su una singola barra.
Il grafico migliore non è quello con più colori. È quello che ti fa capire da dove arrivano i numeri, e quando non ne hai abbastanza per decidere.